1. Nel 1945 – appena reintegrato nel suo incarico presso il Consorzio per il Credito Agrario di Miglioramento (Meliorconsorzio), dopo la discriminazione subita a causa delle leggi razziali – a Mario Ravà fu richiesto dal Ministero per la Costituente di redigere un rapporto sui risultati della riforma del credito agrario varata con legge 5 luglio 1928, n. 1760.
Il rapporto, consegnato un anno dopo, risulta – dal confronto, effettuato a posteriori, tra quanto in esso contenuto e i futuri sviluppi della legislazione in materia – essere stato fondamentale per la definizione, nel quadro ordinamentale costituito dalla Costituzione repubblicana, delle nuove regole che avrebbero disciplinato il sostegno finanziario al settore primario della nuova Italia avviata alla rinascita dopo i guasti provocati da un ventennio di regime e da una guerra disastrosa.
Nonostante questa sua altissima valenza politica, del “Rapporto sull’ordinamento del credito agrario svolto per conto e per incarico del Ministero per la Costituente” di Mario Ravà se ne erano di fatto perse le tracce. Si sapeva che esisteva, ma non si aveva idea di dove fosse conservato.
2. Mario Ravà, nella sua carriera, ha scritto moltissimo e di ogni suo contributo ha conservato una copia dattiloscritta riprodotta su carta velina, che ha poi sistematicamente rilegato in volumi suddivisi per argomenti da lui stesso definiti. Dopo la sua morte, la famiglia ha consegnato tutta questa documentazione alla Fondazione intitolata al suo nome.
Ed è proprio qui che il “Rapporto” è stato ritrovato in forma di “documento dattiloscritto inedito, vergato su 159 fogli di carta semplice usomano numerati” ed è stato pubblicato, per la prima volta, in appendice al volume “Banche, agricoltura e Stato italiano. Un saggio introduttivo: 1861-1946” del Prof. Simone Misiani, che approfondisce il tema dell’apporto che il capitale impiegato nel settore agricolo ha assicurato al processo di crescita economica dell’intero Paese, all’interno di una più ampia analisi storica del rapporto tra banche e territorio.
La pubblicazione, però, non è stata integrale, in quanto ragioni di carattere tecnico hanno imposto di espungere dal “Rapporto” grafici e tabelle impostati dal Mario Ravà su “pieghevoli” di grande formato. L’Istituto Luigi Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi, che ha promosso la realizzazione del volume del Prof. Misiani, si è riservato di editare autonomamente la versione integrale (e commentata) del “Rapporto”, così da conciliare il rigore della sua riproduzione con le esigenze redazionali di un’opera commentata.
