
1. Se il significativo impatto prodotto sull’agricoltura dal vertiginoso mutare dei tempi arriva a richiedere una modifica della stessa terminologia con cui vengono denominati soggetti e situazioni (non più settore agricolo, ma sistema agroalimentare; non più credito agrario, ma interventi finanziari per la competitività e la sostenibilità di detto sistema), a maggior ragione esso induce ad intensificare le riflessioni su quanto sta accadendo.
A tre anni di distanza dal primo tentativo di chiarificazione (non solo concettuale, ma anche operativa) costituito dal convegno promosso nei giorni 23 e 24 settembre 2021 nell’ambito delle Giornate di studio e di proposta sul credito agrario, è stata, dunque, condivisa l’opportunità di riprendere, con approfondimenti e integrazioni, il filo dei ragionamenti allora sottesi e poi adeguatamente sviluppati.
Di conseguenza la Fondazione – d’intesa con i tre enti fondatori (l’ABI, il CONAF e la FIDAF) – ha organizzato la seconda edizione delle Giornate dedicandola a “Interventi finanziari per la competitività e la sostenibilità del sistema agroalimentare”. Il convegno si è tenuto il 25 febbraio 2025 a Roma presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, che ha concesso il suo patrocinio all’iniziativa.
È stata confermata l’impostazione di fondo (sessioni di lavoro tematiche) e il coinvolgimento di relatori di diversa matrice e provenienza così da assicurare la presenza di tutte le intelligenze e di tutte le sensibilità in grado di apportare un contributo significativo al dibattito.

2. Non si è trattato di una replica di quanto già detto tre anni fa, ma di un necessario reinquadramento delle tematiche trattate nei fatti nuovi intervenuti nel frattempo.
In primo luogo, la crescita della consapevolezza della vulnerabilità dell’approvvigionamento alimentare su due piani interconnessi: quello della disponibilità fisica e quello della dinamica dei prezzi delle derrate sul mercato internazionale, con pesanti risvolti sul mercato nazionale.
Di questo nuovo contesto fa parte la ricorrente instabilità dei prezzi. Strumenti finanziari quali contratti a lungo termine, assicurazioni e conseguenti necessità di fondi riconducibili a fattispecie peculiari di crediti di esercizio garantite da asset materiali costituiscono il collegamento con il concetto generale di credito agrario. Dai mercati delle fonti di energia e, in particolare, del gas si può trarre qualche ispirazione anche con riferimento, per alcune derrate, allo stoccaggio come strumento di contenimento di fenomeni speculativi.
Si sta, inoltre, diffondendo tra le strutture tecniche e quelle decisionali dell’Unione europea la convinzione che sia necessaria una revisione non marginale della PAC. Nel definirne i nuovi contorni si possono ipotizzare, a fianco delle erogazioni di contributi a fondo perduto, meccanismi di tipo creditizio sia in forma di garanzia sia in forma di abbattimento dei tassi di interesse in condizioni di emergenza.
Terzo elemento è costituito dall’urgenza di regolare la ripartizione degli utili tra le varie fasi della catena del valore dalla produzione agricola alla commercializzazione del prodotto finale che ha registrato forti criticità in tempi recenti. Come per la risposta alla crisi di approvvigionamento, la disponibilità di capitali a sostegno dell’attività di esercizio può essere decisiva con particolare riferimento allo stoccaggio, anche in contrasto con le manovre speculative di condizionamento dei prezzi.
Quarto ed ultimo elemento di novità può essere considerato, nel contesto della internazionalizzazione del settore, il rilancio di politiche attive quali il c.d. “Piano Mattei”, che non dovrebbe trascurare il comparto agroalimentare anche in vista del superamento di politiche di aiuti a Paesi emergenti che vedono privilegi nello sbocco sul mercato europeo di prodotti, non sempre di qualità superiore, che mettono in crisi produzioni nazionali.
Sta emergendo la tendenza a un ridimensionamento della globalizzazione che, pur se necessaria, avrebbe forse dovuto svolgersi con più meditata progettazione e maggiori controlli su velocità di applicazione ed ambiti applicativi. Si è tornati a parlare di dazi e di quote per alcuni comparti industriali e occorrerebbe approfondirne la percorribilità nel comparto agricolo.
Di tutto questo, naturalmente, il 25 febbraio 2025 non si è parlato nel dettaglio, ma la consapevolezza delle nuove sfide imposte dal mutato scenario ha costituito il filo conduttore di un momento di riflessione e di confronto nel quale il sistema agroalimentare è stato al centro dell’attenzione sotto il triplice profilo del rilancio della sua competitività attraverso l’adozione di nuovi strumenti di intervento, del valore della sua sostenibilità e dell’evoluzione del sostegno finanziario che gli deve essere assicurato.

3. Il convegno si è articolato in tre sessioni di lavoro con l’intervento di agronomi, rappresentanti delle banche e delle istituzioni operanti a favore dell’agricoltura, consulenti, ricercatori universitari, storici ed economisti agrari, valutatori (clicca qui per il programma del convegno).
La prima sessione ha considerato i “Nuovi strumenti per il rilancio della competitività del sistema agroalimentare”, mettendo a confronto le iniziative messe a disposizione dalle banche a sostegno delle leve strategiche che le imprese agroalimentari sono chiamate ad attivare e sulle quali si gioca il futuro del settore primario (gestione del rischio, innovazione sostenibile e passaggio generazionale) con le aspettative degli operatori del settore in termini di accesso al credito e di educazione finanziaria.
La seconda sessione ha dibattuto il “Il valore della sostenibilità del sistema agroalimentare”, costituendo l’occasione per l’illustrazione dei nuovi indicatori volti a fornire un supporto metodologico alle imprese e agli operatori finanziari per la rendicontazione della sostenibilità ambientale, dell’attivazione di una Rete di dati sulla Sostenibilità Agricola (RISA) in risposta ai nuovi standard europei e delle principali novità nell’ambito delle valutazioni immobiliari agricole presenti negli European Valuation Standard (EVS) 2025 e nelle Linee Guida ABI.
La terza sessione ha esaminato “L’evoluzione del sostegno finanziario al sistema agroalimentare”, ripercorrendo le priorità e le iniziative per il sistema agroalimentare che caratterizzano il nuovo mandato della Commissione Europea e facendo il punto sul ruolo svolto a favore delle imprese agricole dalla Banca Europea per gli Investimenti (a livello europeo), dall’ISMEA (a livello nazionale) e, quale esempio virtuoso, della Finlombarda (a livello regionale).
